Contro la violenza sulle donne: parliamo di emozioni con i giovani

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Contro la violenza sulle donne: parliamo di emozioni con i giovani

Gli studenti del Centro di Formazione Professionale Madonna del Grappa dell’Istituto Canossiano hanno partecipato all’incontro “Tra il grido e il Silenzio” della Fondazione Zanetti

Una grande opportunità è stata data ai giovani delle scuole superiori di Treviso, dalla Fondazione Zanetti che ha organizzato un incontro dal titolo “Tra il grido e il Silenzio”. Nella mattina del 28 marzo, presso l'Auditorium dell’ospedale Ca’ Foncello si è tenuto infatti un incontro sul tema della violenza contro le donne a cui hanno partecipato le classi terze del Centro di Formazione Professionale Madonna del Grappa.

La violenza contro le donne è una realtà diffusa, trasversale perché riguarda tutti gli stati sociali ed economici della popolazione e nella grande maggioranza dei casi si sviluppa all’interno della famiglia. Spesso è invisibile e non riconosciuta e si inserisce nel contesto delle violenze che vanno affrontate non solo dal punto di vista psicologico, ma anche culturale e generazionale.

Lo strumento indispensabile per contrastarla è un’adeguata alfabetizzazione emotiva da parte dei genitori, poi realizzata dalla scuola, tenuta istituzionalmente a farsi carico dell’educazione.

L’argomento è stato affrontato prima con la visione del film “Ti do i miei occhi” che ha toccato temi come l’amore, i legami, l’aiuto, la rabbia e la paura, poi con l’intervento della dott.ssa Mion che in qualità di psicologa e formatrice ha chiarito l’importanza di dare un nome ai propri sentimenti scardinando gli stereotipi sociali. La conclusione è stata affidata alle parole della dott.ssa Inio, psicologa del centro Antiviolenza Telefono Rosa, che ha fornito indicazioni pratiche e dati concreti.

Il ruolo della scuola può essere importante: sempre più i giovani sono in difficoltà nel decodificare i propri sentimenti e nel dare loro un nome e questo è indispensabile per riuscire a chiedere adeguate risposte da chi sta loro attorno, se ad esempio la paura viene tramutata in rabbia (a causa di stereotipi e retaggi storici errati) si rischia di crescere dei giovani che da adulti non riusciranno a controllare le proprie reazioni. Sin dalla primaria, la scuola deve aiutare gli studenti ad alfabetizzare i loro sentimenti in collaborazione con le famiglie, preparate e rese consapevoli da opportuni interventi formativi.

 

 

Andrea Michielan
Direttore CFP Madonna del Grappa
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