L’Istituto Canossiano dice NO ALLA MAFIA

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10 favole per una compagnia a distanza

Il Piccolo Rifugio è una fondazione che fornisce servizi a persone con disabilità e a San Donà di Piave (Ve), in particolare, un centro diurno e una comunità alloggio residenziale…

Incontro con Igor Cassina

La classe 2A secondaria di primo grado ha incontrato l'atleta olimpico Igor Cassina per condividere con lui non solo i momenti più importanti della sua carriera sportiva, ma anche quelli…

8 maggio - Festa di Santa Maddalena

"Finalità della nostraScuola non è solo istruire,ma formare alla vita,preparando questefanciulle e fanciulli,quando saranno adulti,ad essere capaci divivere liberi da ogni compromesso"   Le madri vi salutano insieme a Santa…

Video di incoraggiamento ai ragazzi dai docenti del Liceo

"Tenere duro e avere fiducia e speranza". Questo, in sintesi, il messaggio che gli insegnanti del liceo scientifico - scienze applicate e sportivo - e del liceo delle scienze umane…

E' Giovedi Santo

È Giovedì Santo. Le scuole d’Italia sono chiuse per le vacanze pasquali. La didattica a distanza si ferma. Il nostro Istituto, invece, apre le porte “virtuali” per accogliere alunni e…

Il giorno 21 maggio, le classi quarte della primaria hanno incontrato, in live streaming, Antonio Vassallo, primo testimone oculare della strage in cui hanno perso la vita Giovanni Falcone e la sua scorta.

Questo incontro si inserisce nel progetto alla legalità dal titolo “Dalla Res pubblica a Cosa Nostra” e coincide con la giornata di domenica 23 maggio in cui si ricorda la strage di Capaci.

Sin dall’inizio dell’anno scolastico, abbiamo accompagnato i bambini di quarta in un percorso di crescita in cui hanno riflettuto e compreso che la prima forma di legalità è la responsabilità personale e collettiva.

Questo progetto si è svolto come laboratorio riflessivo in cui i bambini hanno avuto modo di conoscere il senso profondo dell’essere i cittadini del futuro, sulla scia e sull’ esempio di grandi uomini che hanno dato la vita ed hanno avuto il coraggio di prendere posizione per difendere i diritti dei cittadini della nostra Repubblica. Come simbolo del nostro impegno è stato piantato un ulivo nel giardino della nostra scuola.

Antonio Vassallo, che abita ancora vicino al luogo in cui è avvenuta la strage, ha raccontato ai bambini di quel fatidico pomeriggio in cui è corso sul luogo della strage ed ha incrociato per l’ultima volta lo sguardo del giudice Falcone, ha raccontato di quello che ha visto e di quello che “non avrebbe dovuto vedere”. Ha parlato dell’importanza di denunciare l’ingiustizia ma di non essere mai da soli nel farlo, tantomeno di non lasciare solo chi è dentro il mirino della mafia e di qualsiasi forma di sopruso.

Abbiamo accolto l'invito di Antonio Vassallo che è poi lo stesso dei giudici Falcone e Borsellino:

"Parlate della mafia, parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".

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È Giovedì Santo. Le scuole d’Italia sono chiuse per le vacanze pasquali. La didattica a distanza si ferma. Il nostro Istituto, invece, apre le porte “virtuali” per accogliere alunni e famiglie della scuola primaria.

Madre Antonia, insieme a Madre Giuseppina e Madre Maria, alle 16 radunano, davanti allo schermo, maestre, famiglie e bambini per pregare insieme. La gioia è grande, la commozione si percepisce nell’aria.

I bambini intonano un canto che introduce alla preghiera, guidata dalla maestra Francesca. Il pensiero è andato a chi, in questo momento, soffre maggiormente e a chi è lontano dai propri cari. Al termine della preghiera Madre Antonia ci ha lasciati con questo messaggio:

“Malgrado le distanze, siamo riusciti a unire le nostre voci per ringraziare Il Signore della vita per il dono dell’amicizia, certi che con piccoli gesti di tenerezza possiamo unire il mondo in una grande catena virtuale.

Buona Santa Pasqua a tutti!”

Lettera a una maestra

È trascorso quasi un mese da quando è iniziata l’emergenza Covid-19, da quando le porte della nostra scuola si sono chiuse, lasciando il passo al silenzio dei corridoi e al vuoto delle aule. Eppure, noi insegnanti non ci siamo fermate un attimo ed abbiamo cercato e ricercato modalità e strategie per farci presenti con i nostri bambini e per continuare le lezioni. Qualche studioso - cito una per tutti Daniela Lucangeli - ha scritto che la DAD (Didattica a Distanza) in realtà è una didattica della vicinanza, perché la scuola va a casa di ogni studente. È vero, ma solo in parte.
Le maestre della primaria lo sanno bene: i bambini, come diceva il buon Piaget, apprendono perché c’è una relazione affettiva in gioco tra insegnante e alunno e non certo perché egli sia consapevole che il sapere acquisito sarà fondante per la sua posizione sociale e lavorativa. I bambini hanno bisogno dell’abbraccio, della carezza, dello sguardo e del sorriso della loro maestra, hanno bisogno di un contatto che nessuna applicazione 3.0 potrà mai sostituire.
In questi giorni si è cercato di utilizzare ogni mezzo per continuare con le programmazioni ma, soprattutto per sentire i bambini con telefonate, videomessaggi, videochiamate, consapevoli che questi media servono solo ad “accorciare le distanze” e, mentre ciascuna di noi si domanda, ogni giorno, se tutto questo potrà mai bastare, giunge inaspettata una mail di un genitore, contenente un messaggio che fa bene al cuore di tutti i docenti e che dissipa ogni dubbio. La riporto qui di seguito:

Gentile Maestra,
mi auguro di trovarla bene, malgrado la drammatica emergenza che sta vivendo il nostro Paese e, da quanto apprendiamo ascoltando radiogiornali e telegiornali, anche l'intero Pianeta.
La singolare coincidenza che ci vede affrontare questa situazione in piena Quaresima è per tutti noi credenti ulteriore motivo di riflessione e di impegno, quali uomini e donne di speranza, testimoni del dono della salvezza che, mai come in questo periodo, tutti invochiamo.
Come genitori, cerchiamo di sforzarci ad esserne testimoni credibili, svolgendo un'attività di "presidio" quotidiano per la serenità dei nostri ragazzi, delle nostre famiglie, di coloro che non possiamo vedere e frequentare.
A questo riguardo, esprimo tutta la nostra stima e gratitudine a Lei ed a tutte le docenti per il grande sforzo profuso nell'attuare ogni strategia possibile per consentire ai ragazzi di mantenere un contatto con la scuola e con le insegnanti: è fondamentale per loro sapere che le maestre li pensano e sono loro vicine, anche se in forma diversa da quella a cui sono abituati.
Nel rivolgerle il mio saluto a distanza, augurandomi di rivederci presto, Le rinnovo la stima e la gratitudine per quanto ha fatto e sta continuando a fare.
A presto

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Nel giorno della Memoria con le classi seconde abbiamo letto e interpretato il libro "La città che sussurrò". Questo libro racconta la storia di un intero villaggio che guidato dall'idea di una bambina è riuscito a salvare dai nazisti alcuni ebrei. Abbiamo riflettuto sul valore dell'amicizia e sugli atteggiamenti che ci aiutano a diventare amici, quello che vorremmo dire ad un vero amico. I bambini hanno scritto su un cuoricino una parola per loro significativa da sussurrare ad un amico per rendere più forte la loro amicizia formando tutti insieme un albero ricco di parole di CUORE!

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SIAMO TUTTI UN PO' "UP & DOWN"

Il 14 febbraio, in mattinata, i bambini delle classi quarte e quinte della scuola primaria hanno vissuto un momento importante per la loro crescita personale ed umana. Presso il nostro teatro sono giunti, in mezzo a noi, Paolo Ruffini ed Andrea, uno degli attori dello spettacolo teatrale "UP&DOWN".

Tutto nasce dal progetto inclusione, un progetto che ha come obiettivo principale quello di creare una scuola come comunità inclusiva.

Da tempo i nostri bambini riflettono sull'importanza di riconoscere la diversità come ricchezza. Accompagnati dalle insegnanti di ciascuna classe, hanno saputo leggere, con occhi semplici ma anche con pensiero critico, la realtà di oggi definendola come il "tempo dell'Uguale", cioè il tempo in cui non c'è spazio per l'Altro.

L'onnicomprensiva rete digitale e la totale comunicazione digitale non facilitano l'incontro con gli altri ma servono piuttosto a trovare l'Uguale, chi ha la nostra stessa opinione, le nostre stesse idee, il nostro stesso modo di vestire, di giocare, lasciando da parte i "diversi" e gli altri. Questo rende sempre più angusto il nostro orizzonte di esperienza fino a giungere alla espulsione dell'Altro.

I bambini hanno vissuto momenti di condivisione e di scambio, visione di film con relative discussioni, attività a classi aperte, in cui hanno scoperto tutta la bellezza delle relazioni, quelle vere, quelle faccia a faccia, veicolate dalla corporeità. Hanno sperimentato lo stupore di riconoscersi portatori di una unicità che, solo grazie agli altri, può trasformarsi in autenticità.

Nell'incontro con Paolo Ruffini ed Andrea hanno rivolto domande di grande profondità: hanno chiesto cosa sia per loro la felicità, se esiste la normalità, il perché del titolo dello spettacolo UP&DOWN...

I nostri ospiti si sono messi in gioco con tanta semplicità ma hanno lasciato dei messaggi molto forti a tutti noi. In particolare vogliamo condividere con tutti il messaggio di Paolo Ruffini:

"Sappiate che la vita è bella anche quando la vita non è bella. Non abbiate mai paura di stare un po' male, pensate che quando siete nati eravate felicissimi ma stavate piangendo. Non abbiate paura di piangere e non abbiate paura di ridere e non vergognatevi mai di essere felici".

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