Giorni a confronto

GIORNI A CONFRONTO Riflessioni da parte di bambini della 5a primaria sui primi mesi di scuola, un confronto da chi ha vissuto la scuola prima e dopo il Coronavirus. “Era…

Si "parte"!

Giovedì 15 ottobre si è svolto l’Erasmus Day alla SFP ENAC Veneto dell’Istituto Canossiano “Madonna del Grappa” di Treviso. Malgrado l’incertezza dettata dal periodo e la difficoltà di viaggiare nel…

Visita del Vescovo Tomasi

In occasione dell’anniversario della presenza delle Canossiane a Treviso il vescovo Tomasi ha fatto visita alle scuole dell’Istituto Canossiano di Viale Europa. È infatti da 177 anni, precisamente l’8 ottobre…

Educare alle intelligenze multiple

Durante le prime settimane di lezione, alle classi prime della SFP ENAC Veneto dell’Istituto Canossiano “Madonna del Grappa” di Treviso, è stato proposto da parte delle prof.sse Deborah Galiazzo e…

La campanella (ri)suona

7.55 del 14 settembre 2020.  Il caldo di agosto si è protratto a dismisura, regalandoci un lunedì dal sapore ancora estivo e vacanziero in cui fortunatamente torna a (ri)suonare squillante…

Riprendiamo con passione e desideri

L'anno scolastico è appena cominciato e gli alunni del Liceo scientifico hanno già avuto modo di ascoltare due esperti, che hanno trasmesso la loro passione per i relativi settori di…

GIORNI A CONFRONTO

Riflessioni da parte di bambini della 5a primaria sui primi mesi di scuola, un confronto da chi ha vissuto la scuola prima e dopo il Coronavirus.

“Era febbraio: quella mattina come tante mi svegliai e andai a scuola, non sapevo che quando sarei uscito avrei messo per l’ultima volta piede in classe. Non sapevo che il mondo sarebbe cambiato in un minuto, da un momento all’altro.

Non sapevo che da lì in poi tu, io, noi avremmo dovuto avere un volto coperto. Non riuscivo a comprendere cosa stava succedendo.

Oggi mi ritrovo in una situazione di paralisi. Non dimenticherò mai il mio ultimo abbraccio, l’ho dato alla mia maestra ma oggi non si può più fare.

Questo virus ha cambiato tutto, le nostre abitudini e anche la scuola: purtroppo non possiamo trascorrere la ricreazione tutti insieme, fare gite e recite e i banchi in classe sono distanti.

Malgrado tutte queste restrizioni io penso che siano comunque meglio che stare a casa davanti ad uno schermo, anche se costa un po’ di fatica dover rinunciare a condividere qualunque cosa con i propri amici e compagni.

Non dimenticherò mai il 7 settembre 2020 quando siamo tornati per la prima nuovamente scuola, anzi, in una nuova scuola, fatta di distanziamento, termometro, mascherine, igienizzante...ma la cosa principale è che noi siamo qui, noi siamo insieme.

Io sono convinta che, se ci impegniamo tutti insieme, il virus si arrenderà alla nostra insaziabile voglia di continuare ad imparare, ai nostri sorrisi fatti con gli occhi che spuntano dalla mascherina, al nostro prenderci cura gli uni degli altri. Insieme ce la faremo”.

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Il giorno 21 maggio, le classi quarte della primaria hanno incontrato, in live streaming, Antonio Vassallo, primo testimone oculare della strage in cui hanno perso la vita Giovanni Falcone e la sua scorta.

Questo incontro si inserisce nel progetto alla legalità dal titolo “Dalla Res pubblica a Cosa Nostra” e coincide con la giornata di domenica 23 maggio in cui si ricorda la strage di Capaci.

Sin dall’inizio dell’anno scolastico, abbiamo accompagnato i bambini di quarta in un percorso di crescita in cui hanno riflettuto e compreso che la prima forma di legalità è la responsabilità personale e collettiva.

Questo progetto si è svolto come laboratorio riflessivo in cui i bambini hanno avuto modo di conoscere il senso profondo dell’essere i cittadini del futuro, sulla scia e sull’ esempio di grandi uomini che hanno dato la vita ed hanno avuto il coraggio di prendere posizione per difendere i diritti dei cittadini della nostra Repubblica. Come simbolo del nostro impegno è stato piantato un ulivo nel giardino della nostra scuola.

Antonio Vassallo, che abita ancora vicino al luogo in cui è avvenuta la strage, ha raccontato ai bambini di quel fatidico pomeriggio in cui è corso sul luogo della strage ed ha incrociato per l’ultima volta lo sguardo del giudice Falcone, ha raccontato di quello che ha visto e di quello che “non avrebbe dovuto vedere”. Ha parlato dell’importanza di denunciare l’ingiustizia ma di non essere mai da soli nel farlo, tantomeno di non lasciare solo chi è dentro il mirino della mafia e di qualsiasi forma di sopruso.

Abbiamo accolto l'invito di Antonio Vassallo che è poi lo stesso dei giudici Falcone e Borsellino:

"Parlate della mafia, parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".

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È Giovedì Santo. Le scuole d’Italia sono chiuse per le vacanze pasquali. La didattica a distanza si ferma. Il nostro Istituto, invece, apre le porte “virtuali” per accogliere alunni e famiglie della scuola primaria.

Madre Antonia, insieme a Madre Giuseppina e Madre Maria, alle 16 radunano, davanti allo schermo, maestre, famiglie e bambini per pregare insieme. La gioia è grande, la commozione si percepisce nell’aria.

I bambini intonano un canto che introduce alla preghiera, guidata dalla maestra Francesca. Il pensiero è andato a chi, in questo momento, soffre maggiormente e a chi è lontano dai propri cari. Al termine della preghiera Madre Antonia ci ha lasciati con questo messaggio:

“Malgrado le distanze, siamo riusciti a unire le nostre voci per ringraziare Il Signore della vita per il dono dell’amicizia, certi che con piccoli gesti di tenerezza possiamo unire il mondo in una grande catena virtuale.

Buona Santa Pasqua a tutti!”

Lettera a una maestra

È trascorso quasi un mese da quando è iniziata l’emergenza Covid-19, da quando le porte della nostra scuola si sono chiuse, lasciando il passo al silenzio dei corridoi e al vuoto delle aule. Eppure, noi insegnanti non ci siamo fermate un attimo ed abbiamo cercato e ricercato modalità e strategie per farci presenti con i nostri bambini e per continuare le lezioni. Qualche studioso - cito una per tutti Daniela Lucangeli - ha scritto che la DAD (Didattica a Distanza) in realtà è una didattica della vicinanza, perché la scuola va a casa di ogni studente. È vero, ma solo in parte.
Le maestre della primaria lo sanno bene: i bambini, come diceva il buon Piaget, apprendono perché c’è una relazione affettiva in gioco tra insegnante e alunno e non certo perché egli sia consapevole che il sapere acquisito sarà fondante per la sua posizione sociale e lavorativa. I bambini hanno bisogno dell’abbraccio, della carezza, dello sguardo e del sorriso della loro maestra, hanno bisogno di un contatto che nessuna applicazione 3.0 potrà mai sostituire.
In questi giorni si è cercato di utilizzare ogni mezzo per continuare con le programmazioni ma, soprattutto per sentire i bambini con telefonate, videomessaggi, videochiamate, consapevoli che questi media servono solo ad “accorciare le distanze” e, mentre ciascuna di noi si domanda, ogni giorno, se tutto questo potrà mai bastare, giunge inaspettata una mail di un genitore, contenente un messaggio che fa bene al cuore di tutti i docenti e che dissipa ogni dubbio. La riporto qui di seguito:

Gentile Maestra,
mi auguro di trovarla bene, malgrado la drammatica emergenza che sta vivendo il nostro Paese e, da quanto apprendiamo ascoltando radiogiornali e telegiornali, anche l'intero Pianeta.
La singolare coincidenza che ci vede affrontare questa situazione in piena Quaresima è per tutti noi credenti ulteriore motivo di riflessione e di impegno, quali uomini e donne di speranza, testimoni del dono della salvezza che, mai come in questo periodo, tutti invochiamo.
Come genitori, cerchiamo di sforzarci ad esserne testimoni credibili, svolgendo un'attività di "presidio" quotidiano per la serenità dei nostri ragazzi, delle nostre famiglie, di coloro che non possiamo vedere e frequentare.
A questo riguardo, esprimo tutta la nostra stima e gratitudine a Lei ed a tutte le docenti per il grande sforzo profuso nell'attuare ogni strategia possibile per consentire ai ragazzi di mantenere un contatto con la scuola e con le insegnanti: è fondamentale per loro sapere che le maestre li pensano e sono loro vicine, anche se in forma diversa da quella a cui sono abituati.
Nel rivolgerle il mio saluto a distanza, augurandomi di rivederci presto, Le rinnovo la stima e la gratitudine per quanto ha fatto e sta continuando a fare.
A presto

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Nel giorno della Memoria con le classi seconde abbiamo letto e interpretato il libro "La città che sussurrò". Questo libro racconta la storia di un intero villaggio che guidato dall'idea di una bambina è riuscito a salvare dai nazisti alcuni ebrei. Abbiamo riflettuto sul valore dell'amicizia e sugli atteggiamenti che ci aiutano a diventare amici, quello che vorremmo dire ad un vero amico. I bambini hanno scritto su un cuoricino una parola per loro significativa da sussurrare ad un amico per rendere più forte la loro amicizia formando tutti insieme un albero ricco di parole di CUORE!

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