Ecco il LOG! il giornalino dell'Istituto.

Al link presente in questa home page, potete trovare la versione digitale del giornalino scolastico redatto dagli studenti di tutti gli ordini di scuola del nostro istituto. http://www.canossiane-treviso.it/documenti/send/46-giornalino-log/221-log2018 Buona lettura!

Laboratorio Teatrale "Mettiamoci in gioco"

Giovedì 31 maggio 2018, alle ore 20.30 andrà in scena presso l'aula magna del nostro Istituto "Questo matrimonio (non) s'ha da fare", un'ironica ed avvincente parodia del  capolavoro manzoniano "I…

I cantastorie - Progetto continuità scuola elementare e media

Giovedi 17 maggio le alunne e gli alunni delle due prime medie sono stati protagonisti all'interno del progetto continuità scuola elementare e media. Per un pomeriggio sono diventati cantastorie, ed…

Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Nel week-end 11-13 maggio una pattuglia rappresentativa della scuola media è stata accompagnata da alcune insegnanti a Torino per visitare il Salonte Internazionale del libro. Questo salone è considerato il…

Come si fa?

La curiosità di sapere come si "fanno" le cose, gli oggetti, tutto quello che ogni giorno abbiamo sotto gli occhi è sempre grande. Il 9 maggio le due classi prime…

Una giornata particolare

  Il 2 maggio 2018 è stato dedicato ad uscite e attività didattiche. Tutte le classi della nostra scuola media sono state coinvolte. Le prime sono andate a visitare il…
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Contro la violenza sulle donne: parliamo di emozioni con i giovani

Una grande opportunità è stata data ai giovani delle scuole superiori di Treviso, dalla Fondazione Zanetti che ha organizzato un incontro dal titolo “Tra il grido e il Silenzio”. Nella mattina del 28 marzo, presso l'Auditorium dell’ospedale Ca’ Foncello si è tenuto infatti un incontro sul tema della violenza contro le donne a cui hanno partecipato le classi terze del Centro di Formazione Professionale Madonna del Grappa.

La violenza contro le donne è una realtà diffusa, trasversale perché riguarda tutti gli stati sociali ed economici della popolazione e nella grande maggioranza dei casi si sviluppa all’interno della famiglia. Spesso è invisibile e non riconosciuta e si inserisce nel contesto delle violenze che vanno affrontate non solo dal punto di vista psicologico, ma anche culturale e generazionale.

Lo strumento indispensabile per contrastarla è un’adeguata alfabetizzazione emotiva da parte dei genitori, poi realizzata dalla scuola, tenuta istituzionalmente a farsi carico dell’educazione.

L’argomento è stato affrontato prima con la visione del film “Ti do i miei occhi” che ha toccato temi come l’amore, i legami, l’aiuto, la rabbia e la paura, poi con l’intervento della dott.ssa Mion che in qualità di psicologa e formatrice ha chiarito l’importanza di dare un nome ai propri sentimenti scardinando gli stereotipi sociali. La conclusione è stata affidata alle parole della dott.ssa Inio, psicologa del centro Antiviolenza Telefono Rosa, che ha fornito indicazioni pratiche e dati concreti.

Il ruolo della scuola può essere importante: sempre più i giovani sono in difficoltà nel decodificare i propri sentimenti e nel dare loro un nome e questo è indispensabile per riuscire a chiedere adeguate risposte da chi sta loro attorno, se ad esempio la paura viene tramutata in rabbia (a causa di stereotipi e retaggi storici errati) si rischia di crescere dei giovani che da adulti non riusciranno a controllare le proprie reazioni. Sin dalla primaria, la scuola deve aiutare gli studenti ad alfabetizzare i loro sentimenti in collaborazione con le famiglie, preparate e rese consapevoli da opportuni interventi formativi.

 

 

Andrea Michielan
Direttore CFP Madonna del Grappa
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