L’Istituto Canossiano dice NO ALLA MAFIA

Il giorno 21 maggio, le classi quarte della primaria hanno incontrato, in live streaming, Antonio Vassallo, primo testimone oculare della strage in cui hanno perso la vita Giovanni Falcone e…

10 favole per una compagnia a distanza

Il Piccolo Rifugio è una fondazione che fornisce servizi a persone con disabilità e a San Donà di Piave (Ve), in particolare, un centro diurno e una comunità alloggio residenziale…

Incontro con Igor Cassina

La classe 2A secondaria di primo grado ha incontrato l'atleta olimpico Igor Cassina per condividere con lui non solo i momenti più importanti della sua carriera sportiva, ma anche quelli…

8 maggio - Festa di Santa Maddalena

"Finalità della nostraScuola non è solo istruire,ma formare alla vita,preparando questefanciulle e fanciulli,quando saranno adulti,ad essere capaci divivere liberi da ogni compromesso"   Le madri vi salutano insieme a Santa…

Video di incoraggiamento ai ragazzi dai docenti del Liceo

"Tenere duro e avere fiducia e speranza". Questo, in sintesi, il messaggio che gli insegnanti del liceo scientifico - scienze applicate e sportivo - e del liceo delle scienze umane…

E' Giovedi Santo

È Giovedì Santo. Le scuole d’Italia sono chiuse per le vacanze pasquali. La didattica a distanza si ferma. Il nostro Istituto, invece, apre le porte “virtuali” per accogliere alunni e…

Il Piccolo Rifugio è una fondazione che fornisce servizi a persone con disabilità e a San Donà di Piave (Ve), in particolare, un centro diurno e una comunità alloggio residenziale che cerca di vivere come una famiglia offrendo ai suoi ospiti – anche grazie al prezioso contributo di numerosi volontari - molteplici servizi tra cui assistenza e attività ricreative.

Per alcune settimane però, durante l’emergenza Coronavirus, gli ospiti non solo non hanno potuto vedere fisicamente i loro famigliari, i loro amici e i volontari ma anche si sono visti privati delle uscite in libertà. Una scelta parecchio dolorosa (viste e considerate le fragilità degli ospiti) ma necessaria nel rispetto delle disposizioni del Governo per evitare ogni possibile rischio di contagio.

In questi giorni, però, non c’ha pensato solo la compagnia affettuosa e professionale del personale di turno a garantire sempre agli ospiti un clima sereno. Per evitare, infatti, che questi si sentissero troppo soli, il personale si è prontamnete attrezzato per garantire loro dei “compagni” virtuali che li accompagnassero e li raggiungessero con dei videomessaggi nelle lunghe giornate di quarantena.

A fornire una compagnia “virtuale” agli ospiti hanno collaborato anche i testi scritti da alcuni ragazzi della classe 1^D della Scuola di Formazione Professionale ENAC Veneto dell’Istituto Canossiano di Treviso.

Gli alunni hanno dapprima inventato e scritto delle brevi favole a partire da dei “detti popolari” che successivamente sono state corrette e curate in un unico fascicolo dal docente di italiano che, di settimana in settimana, le leggeva in dei brevi videomessaggi inviati agli ospiti del rifugio.

Attraverso le più inedite e disparate vicende di animali con vizi umani gli ospiti hanno potuto farsi una risata o riflettere, godendo di una compagnia virtuale in più. Allo stesso tempo gli alunni, entusiasti e volenterosi di aderire a questo progetto, hanno potuto sperimentare la bellezza che si cela dietro il rendersi solidali e utili al prossimo, soprattutto in un momento di crisi e di difficoltà.

Per conoscere meglio supportare la realtà del “Piccolo Rifugio - Fondazione di culto e religione – ONLUS”, collegarsi al seguente sito: http://www.piccolorifugio.org/lista-news/2020/marzo/manda-un-videosaluto-agli-ospiti-del-piccolo-rifugio.aspx

Per leggere le favole scritte dagli alunni, scaricare il file allegato.

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Voci dalla quarantena

Pensieri di alcuni studenti della classe quarta della SFP ENAC Veneto “Madonna del Grappa”, Treviso

«Essere adolescenti, giovani uomini e donne porta un bisogno fisiologico e implicito di stare nel fuori. Di andare a scoprire il nuovo e l’ignoto. Di muoversi per il mondo».
(Alberto Pellai)

“Quanto tempo manca alla fine di tutto questo?”. “Fra quanto tempo finirà la lezione al computer?”. “Che noia! Oggi c’è bel tempo ma non posso uscire!”. “Ho troppo tempo e non so che fare!”. Sì. Gli studenti in tempo di quarantena sono soprattutto questo, ma sono anche altro.

Nell’infinità delle giornate che non scorrono mai per molti studenti il tempo della quarantena è anche un tempo fertile.

È il tempo della riflessione: «Stando a casa penso moltissimo alla mia vita, a cosa sta andato storto e alle piccole soddisfazioni ricevute; penso a quanto sbagliata sono a volte, ma anche a quel giusto che non ho mai tirato fuori e valorizzato di me».

È il tempo della mancanza e della nostalgia: «Mi manca uscire e vedere le strade piene, le persone che scherzano tra di loro con il volto libero e non coperto da una mascherina bianca». «Mi mancano le serate dove ci si diverte, dove il tempo passa troppo veloce, dove si vorrebbe stare fuori fino a mattina […]. Mi mancano le risate con le lacrime agli occhi con le amiche, ma anche i pianti di sfogo dove loro sono pronte a strapparti un sorriso».

È il tempo delle semplici cose belle e quotidiane: «Dalle 17.00 alle 18.00 vado fuori in terrazza perché inizia a tramontare il sole e c’è una bella atmosfera. Io e mia mamma la chiamiamo l’ora d’aria. Fa ridere ma è in po' quello che provo: a volte mi sento in carcere».

È il tempo per fare verità con sé stessi: «Durante questo periodo ho capito che certe persone che per me c’erano tutti i giorni in realtà non ci sono; ho capito quanto io e mia mamma siamo uguali e la cosa a volte è preoccupante; ho capito di avere dei sentimenti che non credevo esistessero in me; ho capito tante cose che credo mi abbiano cambiato e quando uscirò so che sarà tutto diverso e io stessa sarò diversa».

È il tempo dell’apprendimento: «Questo virus mi ha insegnato il valore di un abbraccio, di una stretta di mano, di un caffè al bar con gli amici, tutte cose che fino a tre settimane fa per noi erano scontate e adesso invece ci mancano».

È il tempo della responsabilità: «Le norma restrittive sono toste, ma giuste; non è più una questione di scelta, ma di obbligo; bisogna supportarsi a vicenda, tutta l’Italia in questo momento deve essere una cosa unica; un insieme di teste che devono saper ragionare per il bene e non per il male. L’unione fa la forza».

È il tempo del dolore: «Penso che non vedere i parenti e le persone più a cuore sia veramente la cosa più difficile, anche perché la noia la si può colmare in qualche modo ma la mancanza di una persona no, ogni giorno che passa è sempre più forte».

È il tempo della speranza: «Spero che tutto questo finisca presto e spero tanto che quando sarà finito torneremo più consapevoli del valore della vita e delle piccole cose di cui probabilmente ci eravamo dimenticati, distratti dalla routine, dal dover fare tutto di corsa e subito».

quarantena 2

Dopo una settimana possiamo dirlo: ce l’abbiamo fatta!
Lo diciamo con la consapevolezza di chi in cuor suo sa che può ancora migliorarsi e che la strada da percorre è molta.
Lo diciamo con la testa ancora frastornata dalle molte ore passate difronte a un monitor a interagire con gli “avatar” dei nostri studenti.
Lo diciamo mentre in cuor nostro convivono ancora molti sentimenti contrastanti e il quesito sul fatto che la formazione a distanza (FAD) sia realmente efficace manca ancora di una risposta certa. Lo diciamo mentre gli interrogativi sul futuro di questo anno scolastico sono ancora molti e irrisolti. Lo diciamo ricordandoci che appena una settimana fa garantire un’intera settimana regolare di lezioni a distanza pareva inimmaginabile, al limite del possibile.
Di varia natura erano infatti le nostre perplessità: “Riusciremo ad apprendere il funzionamento del software per realizzare delle videoconferenze?” “Disporremo degli strumenti funzionanti per trasmettere le nostre ore?” “Riusciranno gli studenti a connettersi senza problemi da casa e disporranno della strumentazione necessaria?” “Le famiglie si attiveranno per supportarci in questo tentativo di far scuola a distanza?”
Ecco, dopo una settimana possiamo dircelo e ripetercelo: ce l’abbiamo fatta. E dietro a questo “noi” non ci siamo solo noi docenti, ma anche (e soprattutto) voi, studenti e famiglie. Come docenti della SFP ENAC Veneto “Madonna del Grappa” di Treviso, dopo un breve periodo di formazione digitale (anche gli insegnanti sanno ritornare studenti), siamo riusciti a garantire un’intera settimana regolare di lezioni, ma a distanza. Ogni giorno, difronte a platee di banchi vuoti, abbiamo trasmesso in videoconferenza le nostre lezioni di materie professionali e di materie culturali per l’intera durata delle sei ore curriculari. Ogni giorno abbiamo interagito con i nostri studenti tramite chat, microfono e webcam, facendoci sentire presenti in questo momento di isolamento e distanza.
Ogni giorno abbiamo reso disponibili a loro, talvolta riscontrando le inevitabili complicazioni tecniche legate alla tecnologia, le nostre conoscenze, le nostre spiegazioni e i materiali multimediali delle nostre materie recuperati, adattati e allestiti il più velocemente possibile. E così continueremo ogni giorno delle prossime settimane fintantoché questo periodo di isolamento non cesserà e potremmo tornare a rivederci, viso a viso, a respirare insieme nella stessa aula dove si crea quello scambio, a volte caotico, di rapporti e informazioni che è l’alchimia della lezione scolastica con cui nessuna videoconferenza può competere.
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Un paio di articoli della Scuola di Formazione Professionale:

- Foibe: in Provincia per la commemorazione del Giorno del Ricordo

 Le classi 2^ e 2^G della Scuola di Formazione Professionale ENAC Veneto dell’Istituto Canossiano di Treviso hanno partecipato alla cerimonia commemorativa, nella sede della Provincia di Treviso, in occasione del Giorno del Ricordo, la ricorrenza istituita nel 2004 dal Parlamento per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

La mattinata è stata ricca di spunti di riflessione, ma anche di storia e conoscenza. Toccante, fra tutti è stata la testimonianza di Tomaso Millevoi, esule da Albona d’ Istria che ha narrato in prima persona la sua esperienza di bambino segnata dalla morte del padre per mano dei partigiani titini e della tenacia della madre che con dignità e forza d’animo, ha fatto di tutto affinché, lui e il fratello potessero avere un futuro migliore di quello toccato a lei.

L’evento si è concluso con la narrazione teatrale scritta e interpretata da Laura Mantovi, dal titolo: “Foibe: storie nella storia” che ha ripercorso i tratti salienti di una storia lontana dai nostri ragazzi, ma che per questo va fatta conoscere. Gli studenti sono stati toccati sia dalla ferocia umana, che in vari momenti della storia si è manifestata con eccidi e stragi perpetrate nei confronti dei più deboli e sia dalle esperienze di vita che hanno commosso e contributo ad accrescere in loro una coscienza critica, ma soprattutto l’empatia e l’attenzione all’altro che ci può rendere migliori.

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Gli alunni delle classi 1^ e 2^ del corso amministrativo-segretariale si sono recati in visita alle aziende Hausbrandt e Theresianer a Nervesa della Battaglia.

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Uscita alla tipoteca

Ci sono luoghi di meraviglia che hanno il potere di evocare ingegno, creatività e passione. Uno di questi è senz’altro la Tipoteca Italiana di Cornuda, immancabile appuntamento per le classi prime della Scuola di Formazione Professionale ENAC Veneto dell’Istituto Canossiano di Treviso. L’incanto ha inizio attraversando le sale del museo, dove i ragazzi possono immaginare professionisti, di un passato forse neppure troppo lontano, chini sul compositoio ad accostare un carattere all’altro in un tempo scandito unicamente dagli a capo della pagina; ma la visita didattica al TIF, per la prima Grafica e la prima Duale, oltre ad essere scoperta di un’immensa raccolta di caratteri mobili, matrici, macchine da stampa e libri, diviene occasione per comprendere la forza della contaminazione fra le tecnologie del presente e quelle del passato.

Infine la magia si compie durante il workshop, quando, guidati da mani laboriose ed esperte, diventano finalmente protagonisti componendo, inchiostrando e stampando un ricordo che resterà indelebile...non solo sulla carta.

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Classe libera dal fumo e non beviamocele tutte.

Il CFP incontra la LILT

Mercoledì 30 gennaio 2019 le classi prime del CFP hanno partecipato ad un incontro tenuto dalla LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori), un’associazione nazionale che collabora già da anni con il nostro istituto presso il quale tiene anche interventi sul tema dell’affettività.

L’incontro si prefiggeva di stimolare nei ragazzi atteggiamenti e competenze sociali utili a contrastare le pressioni dell’ambiente circostante a favore del fumo e incoraggiarli a dire di no al fumo. Attraverso la visione di immagini, l’analisi di dati e testimonianza video i ragazzi, guidati dal dott. Latini, hanno potuto riflettere sulla tematica del fumo raccogliendo numerosi stimoli volti a prevenire o ritardare la sperimentazione del tabacco e ridurne o eliminarne il consumo in coloro che sono fumatori occasionali.

Nella stessa giornata la classe quarta dell’istituto ha assistito a un intervento, tenuto sempre dal dott. Latini, finalizzato a sensibilizzare i ragazzi nei confronti della controversa tematica dell’alcool e volto a rendere gli alunni stessi consapevoli delle proprie scelte riguardo a questo tema.

Ancora una volta la nostra scuola si dimostra ricettiva e sensibile nell’ambito dell’educazione alla salute, individuando non solo nella lotta al tabagismo, ma anche al consumo di sostanze alcoliche, uno dei bisogni primari di salute per la comunità giovanile.

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