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Sulla libertà e l'essere liberi

Il 25 aprile si è festeggiato il settantaseiesimo Anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista le cui celebrazioni, per il secondo anno di fila, si sono svolte in un clima di chiusure e limitazioni legate alla pandemia tuttora in corso.
Come ogni anno il 25 aprile ci ricorda lo sforzo compiuto da migliaia di italiani che, spesso perdendo la loro vita, hanno lottato affinché noi tutti potessimo vivere in un paese più libero e democratico.

Stimolati dal video “Perché ancora il 25 aprile?” dello storico Alessandro Barbero, gli alunni delle classi 1^D, 2^D e 3^G della SFP ENAC Veneto dell’Istituto Canossiano di Treviso hanno riflettuto su cosa potessero significare nel 1945 la parola “libertà” e l’espressione “essere liberi”, interrogandosi sul significato odierno della parola “libertà”, su cosa voglia dire oggi “essere liberi” e sulle zavorre da cui il mondo contemporaneo dovrebbe liberarsi.

Di seguito alcune considerazioni unite insieme.

“La libertà è un valore molto importante: l’ho capito specialmente dall’anno scorso quando è iniziato il periodo di pandemia e mi sono sentito privato della mia libertà di adolescente.
Libertà vuol dire potersi esprimere come si vuole, senza essere giudicati: potersi vestire senza aver paura di ricevere qualche commento sgradevole da parte di qualche uomo, essere liberi di amare chi si vuole senza dover nascondersi, camminare mano nella mano con il proprio fidanzato o fidanzata senza aver paura di ricevere qualche minaccia.
Essere liberi significa potersi mostrare così come si è, essere sé stessi senza sembrare diverso o sbagliato.
Essere liberi vuol essere orgogliosi del proprio successo.
La libertà è scegliere da che parte stare, chi essere.
Libertà significa rispettare i diritti umani di qualsiasi persona.
La libertà è essere felice.
Se dovessi davvero elencare da cosa il mondo d’oggi dovrebbe liberarsi potrei andare avanti a scrivere un libro.
Il mondo d’oggi dovrebbe essere liberato dalle persone che vogliono solo il proprio bene.
Dovrebbe liberarsi da quelle persone che, pensando che non valgano niente, violentano e uccidono le donne ogni giorno, da quegli incivili che inquinano la terraferma ma soprattutto il mare.
Dovrebbe liberarsi da tutte le etichette che vengono inventate ogni giorno: dai pregiudizi, dalle classi sociali, dagli insulti senza senso, dalle troppe sicurezze che l'essere umano si dà autoconvincendosi di essere superiore ad un altro in base, magari, ai soldi, alle amicizie. Per gli adolescenti il problema è solo il come ti vesti, se fai tiktok, se hai tanti follower su Instagram o che scuola superiore hai scelto: sei fai un liceo scientifico allora hai voglia di studiare, se fai il classico sei il solito figlio di papà, se fai l’artistico sei un “drogato”, se fai l’alberghiero cucini e basta, se fai l’ITIS sei un criminale, se fai un professionale non hai voglia di fare nulla; da tutte queste etichette il mondo dovrebbe liberarsi!
Il mondo dovrebbe liberarsi dall'ignoranza di quelle persone che aggrediscono le altre perché non hanno lo stesso orientamento sessuale o perché non hanno la stessa religione.
Il mondo dovrebbe liberarsi dal bigottismo e dalle guerre.
Il mondo d’oggi dovrebbe liberarsi dalla maleducazione: non sopporto quelle persone che si comportano come se non esistessero altre persone al di fuori di loro.
Dobbiamo liberarci dalle voci e dalle opinioni altrui ma anche dalle idee spesso eccessive che ci frullano in testa e che ci fanno preoccupare.
Il mondo d’oggi dovrebbe liberarsi dalla superficialità perché non porta a nulla, solo ad un pensiero limitato e malato”.